Club

La storia del Brera F.C. inizia nell’estate del 2000 per volere del giovane giornalista e editore Alessandro Aleotti. Rilevati i diritti sportivi dell’Atletico Milan, il Brera partecipa al campionato di serie D. La novità di una terza squadra milanese insediata nel cuore della città nello storico quartiere degli artisti, la riapertura dell’Arena e l’affidamento della prima squadra nel novembre del 2000 a Walter Zenga, fanno in breve del Brera un “caso” mediatico e sportivo. Grande risalto e importanza nella storia neroverde lo hanno avuto i progetti sociali, primo fra tutti quello del “Free Opera” (stagione 2003 -2004), progetti extracalcistici, come la partecipazione al film sul calcio “il tredicesimo uomo” con Gianfelice Facchetti (2007 – 2008) e, non da meno, l’impronta multietnica nella realizzazione delle rose delle varie stagioni (una formazione Juniores interamente composta da ragazzi extracomunitari nel 2001 – 2002). Negli anni il Brera si è anche differenziato per il modo di affrontare il calcio dilettantistico, dalla realizzazione di “film” documentari (“fino all’ultimo pallone” nel 2004 – 2005 “promossi in promozione” nel 2007 – 2008, “una stagione divertente” 2005 – 2006), fino alla scelta di affrontare una stagione, quella del 2013 – 2014, senza un allenamento (da qui il libro del Presidente “Mai un allenamento, solo il talento”) in pieno slogan “comunque vincenti”. Di seguito potete approfondire le singole stagioni sportive.

2000-2001

Nella prima stagione sportiva, 2000/2001, al modesto campionato della prima squadra retrocessa in Eccellenza, fa da contraltare la splendida cavalcata della formazione Juniores Nazionale, arrivata ad un passo dalla finale per il titolo italiano dopo essersi proclamata campione lombarda di categoria.

2001-2002

In vista della stagione sportiva 2001/2002 il front-office neroverde decide di mutare radicalmente filosofia. Per affrontare l’Eccellenza viene allestita una compagine costituita da giovani che non hanno nel calcio la loro unica fonte di reddito. Insomma, dei dilettanti nel senso proprio della parola. I risultati si possono considerare positivi. Il Brera, praticando un calcio decisamente piacevole per la categoria, consegue un onorevole terzo posto. Fuori dal campo l’attenzione alle problematiche sociali spinge la società a collaborare con l’agenzia Cuorum al fine di garantire, nel momento più critico vissuto dai profughi afghani in Pakistan, la massima visibilità di Intersos: un’organizzazione senza fini di lucro per aiuti d’emergenza e di prima riabilitazione. Il marchio Intersos, comparso a fine novembre sulle maglie del Brera, viene affiancato a marzo a quello della “Città di Cosenza”. La sponsorizzazione, finanziata da imprenditori e operatori commerciali cosentini, intende ribaltare simbolicamente il luogo comune dell’assistenzialismo che dal ricco nord si dirige verso un sud apatico ed improduttivo. Ma la vera novità della stagione è rappresentata dalla partecipazione ad un campionato federale di una formazione juniores interamente composta da ragazzi extracomunitari regolarmente residenti nel nostro paese. L’impegno di Aleotti per l’integrazione degli immigrati, cominciato nel 1999 con il progetto MilanoMondo, incontra il plauso di Giuliano Milesi, Presidente del Comitato Regionale Lombardo, che decide, in via eccezionale, di concedere una deroga al tesseramento dei ragazzi stranieri. L’entusiasmo dei ragazzi, appartenenti a 13 comunità etniche differenti, supera le inevitabili difficoltà di lingua, cultura e religione. Solo i gravi infortuni occorsi a tre degli elementi migliori della squadra impediscono alla compagine multietnica di battersi fino in fondo per il primato nel girone. Su questa attività sportiva il Brera F.C., in collaborazione con l’associazione culturale Comuna Baires, inserisce un progetto di narrazione letteraria e teatrale della squadra. Il nuovo corso del Brera coinvolge anche i più giovani. Con lo scopo dichiarato di favorire la formazione di buoni sportivi ed ottimi cittadini, la società neroverde lancia nel suo secondo anno di vita una squadra esordienti 1989-90 e una pulcini 1991-92.

2002-2003

Nella sua terza stagione, 2002/2003, lo slogan della squadra diviene “Più arte meno moda”, per sostenere la campagna promossa dallo storico locale di Brera, “Le Trottoir”. Le buone intenzioni culturali non trovano, invece, un effettivo riscontro sul campo. La squadra giunge undicesima nel suo secondo campionato di Eccellenza. Di veramente “artistico” i ragazzi del Brera offrono solo un provocatorio sexy calendario, promosso dalla società per stemperare gli eccessi comportamentali presenti anche tra i dilettanti. Le soddisfazioni maggiori arrivano ancora una volta dalla Juniores Regionale che impostasi nel proprio girone, conquistando 74 punti sui 90 disponibili, approda alle semifinali dopo aver superato Cernusco e Corsico nella seconda fase. Ad impedire ai ragazzi del mister Pelusi di battersi in finale per il titolo lombardo di categoria è la solida Union Cairate. Sempre attiva all’esterno del rettangolo di gioco, la società avvia MondoBrera: un progetto di forte radicamento sul territorio realizzato tramite un gemellaggio instaurato con undici società sportive milanesi. Il progetto che prevede da parte del sodalizio neroverde un sostegno organizzativo, tecnico e finanziario ai club affiliati, è finalizzato alla creazione di un settore giovanile attraverso il diritto di prelazione che al termine della stagione il Brera potrà esercitare sugli oltre 2000 giovani calciatori di queste società.

2003-2004

Nella sua quarta stagione sportiva, 2003/2004, il Brera sviluppa due importanti progetti. Il primo fa riferimento alla realizzazione di una Prima squadra interamente composta da giocatori italo-argentini. Tale iniziativa, derivante dalla collaborazione con la società Eurobaires ed il prestigiosissimo club argentino River Plate, porta al Brera una squadra molto competitiva che, infatti, chiude al primo posto al girone di andata del campionato di Eccellenza. Contrasti organizzativi con il partner Eurobaires, tuttavia, producono la chiusura anticipata del progetto e quindi, privata dei migliori giocatori, la Prima squadra del Brera giunge al terzo posto, fallendo per un soffio il ritorno in serie D. Anche sul fronte della formazione Juniores, alla chiusura al primo posto nel girone di andata, fa seguito una privazione dei migliori elementi (per sostituire i giocatori argentini di prima squadra) che determina un piazzamento finale al quinto posto.

Invece, totalmente positivo si dimostra il progetto “non solo calcistico” della stagione: FreeOpera Brera, una squadra, partecipante al campionato di Terza categoria, interamente composta dai detenuti del carcere di Opera e gestita dal Brera F.C. Oltre ad uno straordinario successo in termini di visibilità mediatica e di consenso all’iniziativa, il FreeOpera raggiunge lo storico risultato della promozione in Seconda categoria.

2004-2005

Nella stagione 2004/2005 il Brera regala” al Carcere di Opera la gestione del FreeOpera e si concentra su un importante progetto audiovisivo: la realizzazione del film documentario “Fino all’ultimo pallone. Si tratta di un racconto visivo della stagione sportiva della Prima squadra che, pur conclusasi con la retrocessione in Promozione, offre uno spaccato reale del calcio dilettantistico. Detto della retrocessione della Prima squadra, va ricordato il campionato della formazione Juniores che raggiunge una meritata salvezza. Da segnalare, l’avvio di un rapporto con la Cina attraverso la partecipazione del Brera Juniores (insieme a Inter, Milan e nazionale under 19) alla prima edizione (svoltasi a Milano) della Marco Polo Cup.

2005-2006

Nella stagione 2005/06, con un buon campionato regionale della Juniores, purtroppo, arriva anche la retrocessione della Prima Squadra del Brera che passa dalla Promozione alla Prima Categoria. Nonostante l’anno negativo sul piano dei risultati, il clima complessivo è stato divertente, come rappresentato nell’omonimo film che si può trovare sul canale youtube (una stagione divertente). Ma dopo 2 anni di retrocessioni è venuto il momento di cambiare marcia anche sul piano dei risultati sportivi.

2006-2007

La settima stagione sportiva del Brera, quella 2006/2007, si caratterizza invece per una storica vittoria dei playoff che riportano la Prima squadra in Promozione. Dopo una regular season chiusa al quinto posto, il Brera vince i due confronti diretti nei playoff a Bresso e Solaro, agguantando un magico salto di categoria. La soddisfazione è ancora maggiore, se consideriamo che la Prima squadra era integralmente composta da ragazzi milanesi e italoargentini di soli 18/20 anni. Anche questa avventura è stata fissata in un bel documentario, dal titolo “Promossi in Promozione”. Quest’anno si caratterizza anche per l’avvio di un importante progetto di calcio sociale con la storica istituzione milanese de I Martinitt. Il Brera ha fatto nascere e gestito una squadra interamente composta da minori disagiati, ospitati nelle comunità-famiglia dei Martinitt. Questa squadra ha raggiunto, oltre ad un onorevole settimo posto nel campionato CSI, soprattutto l’importante obiettivo di integrare tra loro e con l’esterno i ragazzi partecipanti al progetto. Per questo progetto (e per gli altri progetti sociali che negli anni il Brera ha svolto tra gli immigrati e nel carcere di Opera), nel giugno 2007 il Brera è stato premiato alla Scala di Milano con il prestigioso riconoscimento speciale del premio “Milano produttiva” della Camera di Commercio. In questo anno positivo, anche la giovane formazione Juniores del Brera ha svolto un buon campionato, mancando per un solo punto i playoff.

2007-2008

L’ottava stagione, quella 2007/2008, ha avuto un’importante novità: l’esordio nel calcio a 5 che ha centrato l’immediata promozione in serie C2. La stagione del calcio a 11, invece, ha visto ancora presenti giocatori italo-argentini che hanno dato vita ad un buon campionato, conclusosi al decimo posto (non male per una neopromossa). Da segnalare anche la rinuncia definitiva all’allestimento di una formazione Juniores di calcio a 11, per rivolgere gli sforzi sulla Prima squadra (calcio a 11), sul calcio a 5 e sulla nostra scuola calcio non competitiva (che ha continuato la sua impetuosa crescita di bambini partecipanti). Da segnalare la continuazione della gestione della squadra dei Martinitt e, soprattutto, la ristrutturazione dell’antico campo dei Martinitt di via Pitteri, divenuto la sede ufficiale degli allenamenti del Brera. Infine, anche una bella iniziativa extracalcistica: la partecipazione del Brera al film sul calcio “il tredicesimo uomo” con Gianfelice Facchetti, racconto di una storia calcistica ambientata nel Brera calcio (nella finzione cinematografica militante in serie C, speriamo in futuro anche nella realtà…) dove il protagonista Facchetti è il portiere della squadra.

2008-2009

La stagione 2008/2009 si è caratterizzata per un progetto innovativo: “il Brera dei Tifosi, cioè il tentativo di coinvolgere i tifosi nella gestione diretta della squadra. Nonostante il progetto sia stato ben comunicato e si siano raccolte subito più di 400 adesioni, il meccanismo non ha funzionato anche perché la squadra, partecipante al campionato di Promozione, è andata in contro ad una retrocessione molto pesante (ultimo posto). Invece, la formazione di calcio a 5 ha affrontato con tranquillità il campionato di C2, posizionandosi a metà classifica. Da segnalare, infine, il torneo “Campioni di Milanoche il Brera ha organizzato per 32 squadre della città di Milano.

2009-2010

Nella stagione 2009/2010, quella del decennale, il Brera ha potenziato ulteriormente la produzione di audiovisivi, sia attraverso il racconto di tutte le partite del campionato, sia ripercorrendo la storia del club con delle clip documentaristiche (sul canale Brerachannel potete trovare tutti i video).

Il decennale è stato l’ultimo anno di presenza consecutiva della Prima Squadra nelle categorie dilettantistiche, arrivata ottava nel proprio girone di Prima Categoria.

2010-2012

Ritenuta momentaneamente esaurita l’esperienza nel calcio tradizionale, il Brera ha cercato nuove e innovative attività calcistiche. Il 2011 è stato l’anno del torneo di Viareggio: tramite la collaborazione con il team gabonese “Emergence” dei fratelli Grimaldi, il Brera ha partecipato al prestigioso torneo giovanile con un gruppo di giovani calciatori africani con il nome “Brera Emergence Gabon”, ottenendo una vittoria e due sconfitte. Nel biennio 2010-2012 il Brera ha mantenuto e potenziato il proprio originale progetto di scuola calcio non competitiva all’Arena Civica di Milano.

2012-2013

Dal settembre 2012, la prima squadra è tornata “in pista” ripartendo “dal basso” (Seconda Categoria) e inaugurando una fase nuova caratterizzata da un forte sforzo di coinvolgimento del pubblico (tutte le partite all’Arena a ingresso gratuito) e dal tentativo di rendere percepito un modello originale e innovativo di Club calcistico dilettante. L’esperienza in Seconda Categoria si è conclusa a un passo dalla promozione nella categoria superiore, con l’eliminazione ai playoff.

2013-2014

Nella stagione 2013/2014, il Brera ha deciso partecipare alla Seconda Categoria con una squadra orientata al puro divertimento domenicale che non ha svolto alcun allenamento durante la settimana ma che si è giocata tutto ogni domenica, sostenuta dal poderoso e incessante tifo del gruppo “Blocco Ultras”. Nella stagione 2013/2014, infatti, l’attenzione del Brera a un progetto calcistico più squisitamente agonistico si è realizzata attraverso la gestione della formazione Berretti del Brescia Calcio e la collaborazione tecnica (su questo e altri progetti) dell’indimenticabile n.10 dell’Inter Evaristo Beccalossi. Dopo questa stagione che, nel girone di ritorno, ci ha donato talmente tante soddisfazioni (la squadra, senza mai allenarsi, ha fatto gli stessi punti della prima in classifica) da spingerci a ricordare per sempre questa annata in un libro dedicato dal titolo Mai un allenamento, solo il talento, il Brera si è preparato per una stagione completamente vincente.

2014-2015

L’annata 2014/2015 si è caratterizzata per una netta vittoria del campionato (con 3 giornate di anticipo) che ha riportato il Brera in Prima categoria. Un importante evento è stato anche il ritorno in panchina di Andrea Mazza (che già aveva allenato la Berretti l’anno precedente) con il quale si è sviluppata un’importante sintonia che lo ha portato a guidare la squadra anche nella stagione 2015/2016.

2015-2016

Una stagione che ha visto il Brera tornare nel campionato di prima categoria, affrontato essenzialmente con una rosa poco diversa dall’anno precedente. Una sorta di continuità al motto “mai un allenamento, solo il talento” che ha portato la squadra, “allenata” (massimo una volta a settimana) da Andrea Mazza, a una salvezza sofferta ma proprio per questo più divertente.

Questa stagione ha visto anche la nascita del progetto Romani People Football Team, una selezione di ragazzi di etnia Rom e Sinti che, sotto la la nostra gestione e con la collaborazione di Upre Roma (in particolare di Dijana Pavlovic, Vicepresidente dell’associazione), ha avuto nell’amichevole giocatosi all’Arena contro la selezione della Padania, un primo appuntamento importante, soprattutto dal punto di vista sociale.

2016-2017

Un doppio salto in avanti e un ritorno al passato con prospettive importanti per il futuro. L’acquisizione del titolo di Eccellenza (dal Gessate), il ritorno della squadra Juniores (iscritta al campionato Regionale “A”) e, per non farsi mancare proprio nulla, la squadra di Calcio a 5 (C2). Questa stagione ha riportato il Brera ancora di più sotto la luce dei riflettori grazie anche alla panchina offerta a un personaggio istrionico come Enzo Gambaro. L’approccio con la nuova categoria si è rivelato difficoltoso e, nonostante il ritorno in panchina di Andrea Mazza, la salvezza è sfuggita proprio all’ultimo con la sconfitta nei play-out contro l’Union Villa Cassano. Nota positiva la juniores, che, costruita da zero, è riuscita a mantenere la massima categoria regionale, avendo la meglio nei play-out sui parietà del Real Milano.

2017-2018

La stagione in corso ha visto il suggestivo ritorno sulla panchina del Brera del veterano Andrea Valle, coadiuvato da un ampio staff di ragazzi giovani e preparati. La peculiarità sportiva di questa stagione è l’unificazione in un’unica rosa tra Prima Squadra e Juniores, ma l’elemento che più salta agli occhi è certamente rappresentato dalla presenza di ben 15 nazionalità diverse tra i componenti della rosa e dello staff.

Presidente

Alessandro Aleotti

 

Direttore Generale

Giuseppe Pardeo

 

Team Manager

Leonardo Aleotti

 

Visual Manager

Giovanni Ghilardi

 

L’Arena Civica Gianni Brera (prima del 2002 semplicemente Arena Civica) di Milano, opera dell’architetto neoclassico Luigi Canonica, è un impianto sportivo polifunzionale inaugurato il 18 agosto 1807 e tuttora uno dei più notevoli monumenti della città.

L’edificio è stato acquisito, nel 1870, dal comune di Milano e denominato Arena Civica.

Dopo che nei primi anni del Novecento è stata il centro del calcio milanese, dall’esordio il 15 maggio 1910 della nazionale italiana contro quella francese (vittoria azzurra per 6-2) ad alcuni incontri successivi, dal 1930-1931 al 1948 l’Arena è stata stabilmente il campo dell’Inter, prima dell’abbandono a favore del nuovo stadio di San Siro.

A parte l’episodio del 1986, quando è stato presentato (con tanto di elicotteri ed effetti speciali) il primo Milan di Berlusconi, l’Arena Civica, rinnovata e con una capienza di 10.000 posti, ha riaperto le porte al calcio alle soglie del terzo millennio, con la nascita della nostra società, il Brera Football Club, la terza squadra di Milano. Il ritorno di un club calcistico meneghino in uno stadio con una così forte carica emotiva e simbolica, unito alla presenza di Walter Zenga sulla panchina del club neroverde, ha creato grande risonanza mediatica intorno alla neonata formazione fondata dal Presidente Alessandro Aleotti. Tutto questo interesse intorno al Brera ha contribuito a riportare all’Arena il pubblico che da troppi anni mancava sugli spalti.

Negli anni successivi, nonostante le alterne vicende sportive, l’Arena Civica ha sempre accompagnato le stagioni dei Neroverdi, risultando come simbolo e segno di unicità della terza squadra di Milano.

Oltre ad ospitare le partite casalinghe della Prima Squadra, dal 2006/2007 l’Arena è anche il teatro di una delle attività che più hanno avuto successo e che ancora oggi accompagnano la stagione del Brera, la Scuola Calcio non competitiva aperta a bambini e bambine dai 4 ai 12 anni.

Il Centro Sportivo Comunale di Assago è in via Giuseppe Di Vittorio, dietro l’albergo Royal Garden, che è di fianco al Forum di Assago (fermata M2 Assago Milanofiori Forum). Il centro dispone di un campo di calcio in erba naturale con tribuna da 1.500 posti, un campo a 11 in erba sintetica e uno coperto per il calcetto.

Nei pomeriggi feriali (i nostri allenamenti cominciano alle 15.00) il Centro Sportivo Di Vittorio è sempre dipinto di neroverde.

Potremmo definirlo “Brerello”: lì si allena la nostra squadra, il martedì e mercoledì in gruppo unico, il giovedì solo i giocatori in età da Juniores e il venerdì solo quelli della Prima Squadra. Inoltre, è la sede delle partite casalinghe, il sabato, della Juniores, impegnata nel campionato “Regionale A”.